di Leandra D’Antone – Da interesse nazionale a urgenza europea. Un Ponte, in qualsiasi parte del mondo, non รจ che un tratto piรน o meno lungo di strada e ferrovia in un grande sistema di connessioni materiali e immateriali; testimonia intelligenza pubblica e privata, sapere tecnico-scientifico, conoscenza…

Un Ponte, in qualsiasi parte del mondo, non รจ che un tratto piรน o meno lungo di strada e ferrovia in un grande sistema di connessioni materiali e immateriali; testimonia intelligenza pubblica e privata, sapere tecnico-scientifico, conoscenza dellโambiente, capacitร e trasparenza amministrative, una politica capace di rispettare gli impegni. Da sempre ne sono stati realizzati, insieme ad altre audaci tipologie di collegamenti, attraversando la terra sotto i mari o flottando nei fondi marini, alimentando salti tecnologici e ampliando orizzonti di ogni tipo, talora per connettere isole anche poco popolate al resto di un paese, o per unificare immense regioni dello stesso stato, o per collegare stati vicini. I piรน importanti ponti costruiti dagli anni Novanta del โ900 sono lo scandinavo Great Belt (6,8 km, 1998), il Vasco de Gama (Lisbona, 12,3 km, 1998), lโIncheon (Corea del Sud 12,5 km, 2009), lโOresund (tra Danimarca e Svezia, 16 km, 2000). La Cina ha realizzato i piรน lunghi ponti ferroviari ad alta velocitร .ย ย Tra questi il Dayang Kshang, ora il piรน lungo del mondo (164,8 km, 2011). Quanto ai ponti sospesi dal 2023 il รannakkale Bridge, intitolato ad Ataturk, congiungendo in 4 anni la parte europea e quella asiatica della Turchia al costo di 2,8 miliardi (5,2 km di impalcato e 2,023 km di campata unica), ha tolto il primato al giapponese Akashi-Kaiko (3,9 km. di impalcato e 1,99 km. di campata unica, 1998). Questโultimo collega lโisola giapponese piรน grande di Honsu allโisola di Awhaji con solo 157.000 abitanti.
Si tratta di ponti stradali; sebbene lโAkashiย ย ย sia stato progettato anche come ponte ferroviario, attualmente il traffico scorre lungo 6 corsie stradali. I ponti con la piรน lunga campata unica sono stati finora costruiti in Turchia e Giappone, in aree ad altissima sismicitร , adottando le stesse tecnologie previste per il Ponte sullo Stretto di Messina, il cui studio ha fatto da battistrada e da modello. LโAkashi in fase di costruzione nel 1995 ha resistito al sisma di intensitร 6,8 Richter.
In Italia proprio negli ultimi trentโanni il Ponte di Messina, unโopera ad altissima tecnologia dellโacciaio, con la sua campata unica di 3.2 km di assoluto primato mondiale, da tempo riconosciuta strategica per il futuro dellโItalia e dellโEuropa, รจ diventato, una sorta di giocattolo della politica. Lโopera รจ stata sottoposta a continui stop and go scanditi dal succedersi dei governi; al punto da caratterizzare, nel favore o nella contrarietร , la prima dichiarazione programmatica di presidenti del Consiglio, di leader di partito e sindacati, come per un rito di iniziazione identitaria nella rispettiva arena consensuale di riferimento.
Comโรจ noto, il collegamento stabile delle sponde della Sicilia e della Calabria ha una storia lunghissima. Da sempre immaginato (come normale avvenga e come sempre e ovunque avvenuto quando un tratto di mare separa lembi di terra ricongiungibili), รจ stato paradossalmente facile millenaria fantasia dellโimpossibile e dellโirrealizzabile. Nei decenni piรน recenti รจ diventato invece difficilissima e contestatissima scelta del possibile e del realizzabile; da quando, nel 1992, รจ stato approntato e reso pubblico il Progetto di massima della Societร concessionaria. Ciรฒ รจ accaduto soprattutto per ragioni politiche dai molti tratti irrazionali; in particolare per la corta vista in anni di diffuso pregiudizio โleghistaโ di destra e di sinistra verso un Sud potenzialmente trainante grazie a investimenti infrastrutturali sistemici nel cuore del Mediterraneo; per lโostilitร alle grandi opere pubbliche da parte di una sinistra ormai refrattaria allโinnovazione in nome di un ambientalismo e di una idea di equitร territoriale mal rappresentati e interpretati; per lโincompiutezza del progetto economico e politico di Unione Europea, annunciato giร nel 1992 a Maastricht e integrato nel 1995 a Barcellona con la decisione di istituire entro il 2010 una zona di libero scambio nel Mediterraneo; per lโincapacitร delle regioni meridionali di pretendere, concorrendo esse stesse, investimenti pubblici di qualitร ; optando invece per la contrattazione di un ammontare di risorse, in genere il 40% (per โmeridionalismo quantitativoโ), unโopzione che recentemente ha anche caratterizzato lโinserimento dei progetti per il Sud nel PNRR (Nel 2001 la rivista โMeridianaโ dellโIstituto meridionale di Storia e Scienze sociali (IMES) edita da Donzelli, fondata nel 1987 proprio per rimuovere i molti stereotipi sul Sud e sulla sua arretratezza e restituirne la vera storia di grande area italiana non uniforme, da sempre e sempre connessa al resto del mondo, pubblicรฒ il un numero monografico Ponte sullo Stretto, mettendo in risalto lโeccezionale qualitร del procedimento amministrativo e a confronto opinioni diverse ma tutte concordi sul valore tuttโaltro che localistico dellโopera. Ponte sullo Stretto, โMeridianaโ, 41, 2001).
Al Progetto di collegamento stradale e ferroviario del 1992 si era arrivati grazie a un forte attivismo parallelo e sinergico dei territori interessati, di imprese nazionali pubbliche e private, di istituzioni regionali e nazionali, molto intenso nei primi decenni seguiti alla seconda guerra mondiale. Ne ripercorriamo le tappe fondamentali.
La costruzione di un collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria fu studiata giร dai primi governi dellโItalia unita o mediante ponte in ferro โ nel 1866 dallโing. Alfredo Cottrau per incarico del Ministero dei Lavori Pubblici-, o con galleria sottomarina โ nel 1870 dallโing. Carlo Navone del Politecnico di Torino, negli anni dellโapertura del Canale di Suez entusiasta della possibilitร di separare o unire stati e avvicinare continenti e convinto che fosse giunto โil momento per cui si possa salire su un convoglio a Londra per scendere a Bombay o Calcutta senza temere di chinarsi due volte sotto il mareโ (Navone C., Passaggio sottomarino attraverso lo Stretto di Messina: per unire in comunicazione continua il sistema ferroviario siciliano alla rete della penisola, Torino 1870).
Nel caso dello Stretto di Messina in territorio altamente sismico e dal mare attraversato da fortissime correnti, soprattutto dopo il disastroso terremoto-maremoto del 1908, lโidea del collegamento venne ridimensionata.
Solo dopo la seconda guerra mondiale, la costruzione di un ponte sospeso a una o piรน campate cominciรฒ ad essere diffusamente auspicata e ritenuta rapidamente attuabile, alla luce degli straordinari progressi in materia fatti negli Stati Uniti, che negli anni del Piano Marshall sollecitarono il governo italiano in tal senso. Nel 1961 per la realizzazione di un ponte in acciaio si offrรฌ anche la Amman & Whitney di New York, realizzatrice del Golden Gate a San Francisco e del Verrazzano a New York.
Tra i promotori della realizzazione di un ponte stradale e ferroviario in acciaio fu nel 1952 lโAssociazione dei siderurgici italiani che associata alla U.S. Steel commissionรฒ un progetto allโingegnere statunitense David Steinman. Per questo progetto si mobilitarono tutti i soggetti imprenditoriali e le istituzionali locali, le camere di commercio con le amministrazioni provinciali di Reggio e Messina, ma soprattutto la giovane autonoma Sicilia. Nel cuore di un decennio di intenso sviluppo economico dovuto agli investimenti nel settore energetico e petrolifero, allโexploit delle esportazioni agroindustriali e al raddoppio del traffico di merci e passeggeri attraverso lo Stretto, nel 1955 la Regione Sicilia destinรฒ oltre cento milioni di lire del tempo agli studi geologici dellโarea affidandoli alla Fondazione Lerici del Politecnico di Milano. Nel 1955 nacque sotto la guida di un ingegnere visionario come Gianfranco Gilardini, la societร Gruppo Ponte di Messina (GPM), con azioni Finsider (32%), Fiat (28%) e quote minori di Italcementi, Impresit, Girola, Lodigiani, Pirelli, Italcementi, Montecatini, Italstrade. Il GPM per propria cura e a proprie spese, coinvolse i piรน prestigiosi studiosi dellโambiente terrestre e marino per valutare la fattibilitร di tre tipi di collegamento: alveo, subalveo e aereo. Nel pieno dellโazione per lo sviluppo della rete autostradale e ferroviaria e dellโIntervento straordinario nel Mezzogiorno, nel 1958 il Governo italiano insediรฒ presso il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici una commissione di studio del collegamento, presieduta dallโIng. Pier Luigi Nervi, ed emanรฒ una legge che finanziava un concorso internazionale di idee. Il concorso fu bandito da Anas e dalle Ferrovie dello Stato nel 1969; vi parteciparono ben 143 progetti, di cui sei premiati ex aequo e sei segnalati prevedevano sia il ponte a tre campate che il tunnel subalveo. Nel 1971 il collegamento divenne legge come opera di interesse nazionale ed europeo e con affidamento e ad una costituenda societร a maggioranza IRI. Nel 1979 gli studi del GPM vennero presentati nella sede dellโAccademia dei Lincei e confluirono in un Rapporto di fattibilitร (1981).
Tra la legge e lโistituzione della societร Stretto di Messina, nel 1981, passarono 10 anni, durante i quali continuarono gli studi. La Societร Stretto di Messina nacque con azioni IRI per il 51% e partecipazioni paritarie di Regione Sicilia, Regione Calabria, Anas e Ferrovie dello Stato. La GPM. cedette quindi le sue ricerche alla nuova concessionaria, che approfondรฌ la fattibilitร di tutte le soluzioni rispettando la direttiva ministeriale del 1984 che prescrisse rigorose verifiche di impatto ambientale. Nel 1986 lโENI ripropose il tubo flottante giร premiato al concorso del 1969 (a firma di Alan Grant e ridenominato Ponte di Archimede). Proprio constatando lโevidente competizione tra i due potentissimi enti pubblici italiani, ENI e IRI, a sostegno della propria tecnologia (conflitto interno allo Stato stesso) e il progressivo raffreddamento dellโinteresse di entrambi, รจ indubbio che lโapprovazione del Progetto di massima del 1992 di ponte sospeso della Societร Stretto di Messina sia stato il risultato di una attenta considerazione di tutte le soluzioni alternative.
Contrariamente a quanto incredibilmente sostenuto dalle diverse parti politiche e si sostenga ancora, dopo qualche anno รจ stato il governo di centrosinistra guidato Romano Prodi e non il centro-destra di Berlusconi ad avviare, con visione nazionale ed europeista, la procedura pubblica per la verifica del Progetto e la realizzazione del collegamento, sottoponendolo nel 1997 al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che diede parere favorevole e prescrisse gli approfondimenti necessari e le gare relative. Nel 2001 lโopera รจ stata ereditata dal Governo Berlusconi, e sol per questo dallโopposizione politica definita โPonte del Cavaliereโ, โopera faraonicaโ, โcattedrale nel desertoโ, nonchรฉ stigmatizzata come mafiosa e distruttiva dellโambiente; nel migliore dei casi โopera non prioritariaโ. In sintesi, la sinistra italiana รจ riuscita nel volgere di qualche anno a censurare sรฉ stessa. In controtendenza con i tempi, visto che dallโinizio del nuovo millennio quel pezzo di strada e di ferrovia nel cuore del Mediterraneo, capace di unire il Sud del Sud italiano col territorio nazionale e continentale e di far volgere il necessario sguardo dellโUE verso il Sud del mondo, ha assunto sempre maggiore valore strategico nelle sedi istituzionali europee e nelle politiche nazionali e comunitarie per la coesione e lo sviluppo territoriale.
Poco si รจ rivendicato a sinistra, ma in generale tra tutti gli oppositori dellโopera, anche circa la qualitร del processo valutativo e decisionale seguito dalla pubblica amministrazione; improntato alla massima trasparenza ed al conseguimento dei migliori risultati in relazione agli obiettivi di coesione economica e sociale perseguiti dal Governo; fondato, nel presupposto della necessitร di un intervento, sulla comparazione mediante studi di fattibilitร degli impatti delle due soluzioni alternative (con o senza ponte). Come advisor indipendenti furono selezionate con bandi di gara internazionali le migliori societร di valutazione attive nella realizzazione di ponti e infrastrutture strategiche: la Steinman-Parson-Transportation Group per lโapprofondimento del progetto tecnico, la Pricewaterhouse Coopers Consulting, la Pricewaterhouse Coopers UK, la Sintra s.r.l., per gli impatti, economico, trasportistico e ambientale. Una Direzione di coordinamento territoriale appositamente istituita presso il Ministero dei Lavori pubblici, trasmise al Governo con Relazione di accompagnamento gli studi degli advisor, al fine di consentire la migliore decisione politica e avviare consultazione del mercato.
Per tutte le ragioni ricordate al passaggio del millennio, il progetto di collegamento stabile non aveva mai avuto la fisionomia limitata di unโinfrastruttura locale di solo 3,2 km, finalizzata esclusivamente a colmare la distanza tra due sponde separate. LโUnione Europea aveva disegnato il grande piano intermodale Trans European Network-Transportation (TEN-T) per attraversarla interamente, da Est ad Ovest, da Nord a Sud. Nella grande rete TEN-T figurava il corridoio dellโalta velocitร ferroviaria Berlino-Palermo (allora corridoio 1) che includeva il Ponte sullo Stretto a garanzia del passaggio dei treni Eurostar (non scomponibili e quindi non trasferibili con le navi traghetto in uso), opera necessaria per la compiutezza del sistema dei collegamenti e per garantire uguale diritto alla mobilitร a tutti i cittadini europei. Le reti intermodali europee, con lโalta velocitร ferroviaria fino alla Sicilia e con i porti meridionali, rendevano giร quel collegamento assai piรน lungo degli effettivi 3,2 chilometri di mare che separavano i due lembi di terra, lโItalia continentale da una delle sue regioni piรน popolate, la Sicilia con 5 milioni di abitanti. Attraverso lo Stretto passava una quota rilevante del traffico via mare attraverso il Mediterraneo di merci dallโestremo Est allโestremo Ovest mediante navi giganti porta-container, facendo di Gioia Tauro tra i primi terminal del Mediterraneo per il transhipment. Nel 2003 il Ponte sullo Stretto figurava nella Short List del Commissario Karel Van Miert fra i progetti strategici prioritari dellโUe, che ha continuato ad auspicare la realizzazione dellโopera, mentre proprio dal paese interessato sono venuti i maggiori ostacoli; dallโimprovviso voto contrario del 2004 nel Parlamento europeo dei deputati della sinistra italiana orientata da Claudio Fava, alle continue sospensioni nei programmi di governo, motivate ufficialmente con lโurgenza di altre prioritร , ma finalizzate a dirottare risorse finanziarie verso obiettivi ad alta attrattivitร elettorale, come lโabolizione dellโIci sulla prima casa decisa nel 2008 voluta proprio dal Governo Berlusconi. Ciononostante la procedura per la realizzazione dellโopera รจ proseguita fino al suo completamento: dalla individuazione per bando di gara del contraente generale nellโAssociazione temporanea di imprese Eurolink S.C.p.A. guidata da Impregilo (dal 2020 Webuild S.p.A.) con unโofferta di 3,8 miliardi di euro, al perfezionamento del contratto, al progetto definitivo, a tutte le approvazioni prescritte da parte di tutti gli organismi designati, e persino allโavvio dei cantieri per la variante ferroviaria Cannitello-Villa San Giovanni.
Nel 2012, comโรจ noto, il Governo Monti ha cancellato definitivamente lโopera (di nuovo โnon prioritariaโ), esponendo lo Stato a un contenzioso con il contraente generale del valore di circa 800 milioni di euro. Il contenzioso ha impedito lo scioglimento definitivo della Societร Stretto di Messina, liquidata per legge ma non soppressa. Alla forte penale contestata si aggiungerebbe oggi a carico dello Stato a una spesa di 350 milioni di euro per gli studi e le procedure, spesa peraltro per nulla eccessiva dato lโenorme impegno scientifico e procedurale richiesto; tanto che le conoscenze acquisite sono universalmente considerate, anche dai piรน estremi ecologisti, un archivio di saperi geofisici e ambientali di valore planetario. Facendo la somma la โnon realizzazioneโ dellโopera costerebbe oltre un miliardo, piรน 7 miliardi annui di Pil in meno in Sicilia calcolati come conseguenza della condizione di insularitร , a fronte dei circa 6 miliardi del costo previsto per la realizzazione, includendovi i collegamenti.
Va anche precisato che nel corso dello stesso trentennio il disegno del sistema europeo delle connessioni intermodali รจ stato rivolto soprattutto verso lโobiettivo dellโintegrazione dei paesi membri e dellโallargamento. La prospettiva euro-mediterranea si รจ indebolita rapidamente per la degenerazione degli esiti delle cosiddette โprimavere arabeโ e per lโesplodere del terrorismo islamico con le conseguenti guerre di contrasto. In Italia si รจ indebolita ancora una volta la prospettiva meridionalista, inaspettatamente rivitalizzata da metร anni Novanta proprio grazie alle politiche regionali dellโUe e alla costituzione dellโeccellente Dipartimento per la coesione e lo sviluppo entro il Ministero del Tesoro. Le politiche governative ordinarie sono tornate come in passato a indirizzare la gran parte degli investimenti strategici verso le regioni del Nord e a rinviare alla spesa aggiuntiva gli obiettivi di convergenza del Mezzogiorno. Il Piano generale dei trasporti โ nelle edizioni innovative 1986 e 2001, integrato, sistemico e coerente con il Network TEN-T e la stessa mastodontica โlegge obiettivoโ, si sono risolti nella realizzazione dellโalta velocitร ferroviaria solo nel Centro-Nord (fino a Napoli), e per il Sud nel semplice adeguamento con corsia di emergenza dellโautostrada Salerno-Reggio Calabria, parzialmente ammodernata ma rimasta prevalentemente di montagna e a due corsie. In conseguenza i cittadini meridionali, soprattutto siciliani e calabresi, imprigionati in un sistema di comunicazioni duale e fortemente penalizzante sia per la circolazione di merci e persone che per lo sviluppo complessivo dellโarea e delle sue relazioni economiche e culturali. Il Ponte sullo Stretto รจ uscito dallโelenco delle opere prioritarie europe e il corridoio multimodale Palermo-Berlino ha lasciato il posto al Corridoio 5, dalla Scandinavia a La Valletta, orientando lโalta velocitร ferroviaria dal Nord verso la Puglia e operando una deviazione modale attraverso lโAdriatico fino a Malta. Sulle conseguenze di queste scelte, non solo sulla crescita, lโoccupazione, la qualitร dei servizi, ma anche sui piรน importanti programmi europei e nazionali di investimento attuali, primo fra tutti Recovery Fund UE-Next Generation e PNRR, ci siamo soffermati in due precedenti di Fondazione PER Quaderni (1-2021 e 1-2022), con contributi della gran parte degli autori di questo Quaderno, a conferma dello sguardo ampio con cui anche qui guardiamo alle ragioni del nostro collegamento e al suo potente e crescente impatto (Il Mezzogiorno in movimento. Proposte e progetti verso il Next Generation UE, Fondazione PER, โQuadernoโ 1, 2021, e Mobilitร sostenibile e amministrazione pubblica, โQuadernoโ 1, 2022. Specialisti del settore mettono a fuoco la grave e ingiustificabile dualitร della dotazione di infrastrutture della mobilitร in Italia. In particolare la realizzazione di una โautostrada diversaโ da Salerno a Reggio Calabria e dellโalta velocitร ferroviaria solo nel Centro-Nord e a Sud solo fino a Napoli, ha configurato una vera negazione di possibilitร e di diritti di cittadinanza nel Mezzogiorno. Il PNRR contiene a proposito ancora progetti parziali, di limitato riferimento territoriale ed effetto sistemico, non realizzando lโalta velocitร ferroviaria in Calabria e in Sicilia e sottovalutando i porti strategici meridionali).
Non cโรจ piรน tempo
Nel 2012, al momento della cancellazione dellโinvestimento sulla continuitร territoriale del Sud con il resto dโItalia e con tutta lโEuropa, stava appena uscendo dalla grave crisi mondiale iniziata nel 2008, nata guarda caso dalla piรน grande scommessa mai fatta nella storia sulle speculazioni finanziarie con titoli vuoti, i derivati, e con la distrazione della finanza dagli investimenti produttivi. LโItalia, giร in declino industriale, ne รจ uscita come โla grande Malata dโEuropaโ (Giannola), anchโessa non piรน in grande salute anche per le incompiutezze che abbiamo ricordato, soprattutto priva di unitร politica e di un Southern Range espansivo proprio quando piรน urgente di fronte allโintenso succedersi di eventi catastrofici e divisivi: una pandemia inattesa e sconosciuta e lโinvasione russa dellโUcraina, nuova โguerra mondialeโ in Europa. La guerra รจ ben lungi dal concludersi; ha reso evidente e drammatica la dipendenza energetica dalla Russia sottoposta a sanzioni e insostenibile per imprese e cittadini il rincaro del costo dellโenergia. LโItalia รจ ancora lontana dal recuperare i livelli pre-crisi. Nel Sud italiano la crisi ha abbattuto piรน o meno del doppio rispetto al Nord investimenti industriali, occupazione, consumi; trovandosi ancora in una posizione di ripresa a metร , aggravata dallโormai decennale fuga dei giovani piรน istruiti e dallโinversione della curva demografica, inevitabile data la disoccupazione dilagante e la mancanza di servizi essenziali per le giovani famiglie (Rapporti Svimez).
Lโurgenza di una svolta in Europa, in Italia e nel Sud, si รจ comโรจ noto concretizzata dal 2015 al 2020 nel Quantitative Easing, la prima grande operazione di acquisto sul mercato secondario di titoli del debito sovrano o privato dei paesi UE per 3.300 miliardi di euro da parte della Banca Centrale Europea presieduta da Mario Draghi; nel 2021 nel Recovery Fund UE-Next Generation dellโammontare di 750 miliardi di euro, di cui il 30% destinati al Green New Deal. Nella distribuzione dei finanziamenti del Piano europeo lโItalia ha avuto la quota maggiore, 198 miliardi di euro, in considerazione degli svantaggi delle regioni meridionali in termini di Pil, occupazione, e dotazione di infrastrutture sociali e di connessione; non per un semplice obiettivo di convergenza nazionale di interesse europeo, ma per la consapevolezza che nellโattuale contesto geopolitico, economico, ambientale in travolgente trasformazione la principale scommessa per la vita stessa dellโUnione europea si giochi piรน che mai a Sud, passi per il Mediterraneo, oggi โquasi Oceanoโ, โpiazza grandeโ di relazioni e di scambi, oggi ambรฌto e in parte occupato dalle nuove grandi potenze (Adriano Giannola). Il Mediterraneo non ha mai smesso di essere centrale; riscrive le dinamiche delle relazioni italiane ed europee col resto del mondo. Lo mostra la densitร del traffico (il 20% del commercio mondiale e il 27% dei servizi di linea marittimi), provando che, a differenza di quanto ormai comunemente sostenuto, โla globalizzazione e decenni di interdipendenza non si cancellano in un giorno per i contraccolpi dei nuovi assetti mondialiโ: โda qui al ferreo determinismo che vuole il destino giร scritto ce ne correโ (Maronta). Al centro del Mediterraneo e del destino da scrivere รจ il Mezzogiorno. โLa Sicilia non รจ unโisolaโ titola efficacemente il suo contributo Fabrizio Maronta (Il Mediterraneo รจ โmare di competizioneโ in Italian maritime economy, Rapporto SRM, 2021). Nel โquasi Oceanoโ di oggi torna prepotentemente centrale il tema delle infrastrutture intermodali della mobilitร , tra le missioni piรน rilevanti del PNRR, ormai esse stesse piattaforme produttive del nuovo capitalismo digitale (Pietro Spirito); torna prepotentemente centrale il tema della continuitร territoriale, di quel collegamento strategico lungo solo 3,2 chilometri che vale quanto la competizione globale in corso, non solo economica. Ha dovuto riconsiderarlo, non certo allo scopo di realizzarlo, persino un Governo del Parlamento con la maggioranza piรน ostile, quello eletto nel 2018 con una rappresentanza 5Stelle di quasi il 33 %, sciolto a pochi mesi dalla scadenza naturale lo scorso anno per sfiduciare il Presidente Mario Draghi.
In particolare il Conte bis giallo-rosso, annunciando nella prima versione del PNRR โunโalta velocitร fintaโ a 200 km orari per il Sud e in Sicilia (Alta velocitร di rete), quindi semplici lavori di ammodernamento peraltro seguendo lo stesso tracciato autostradale interno e montano della Salerno-Reggio Calabria anzichรฉ quello lineare tirrenico, ha istituito una Comitato tecnico per rivalutare soluzioni giร precedentemente escluse, riconsiderare la realizzazione di un ponte sospeso, o secondo il progetto esistente o secondo uno nuovo. Il Comitato ha formulato un Rapporto di lavoro nel 2022, con la conclusione che il collegamento sia indispensabile e urgente, che il progetto esecutivo giร cantierato e sospeso sia validissimo, ma proponendo un nuovo studio di fattibilitร e mettendo in campo persino lโopzione zero! Nel paradosso italiano non รจ poco. Nel frattempo nella versione definitiva del PNRR, รจ fortunatamente scomparsa lโAlta Velocitร di rete, anche se per la linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria vi figurano solo progetti per alcuni piccoli tratti di vera Alta velocitร ( 300/350 kmh) in territorio campano; gli interventi sulle linee Napoli-Bari e Catania Palermo sono di semplice ammodernamento e velocizzazione; non ci sono interventi significativi e di sistema sui porti meridionali; non cโรจ il collegamento stabile ma vengono stanziati 500 milioni per il potenziamento del traghettamento e assegnati 50 milioni a Ferrovie dello Stato per un nuovo studio di fattibilitร . Con tutto ciรฒ, secondo le analisi di Svimez e di economisti attenti, anche la ministra per il Sud Mara Carfagna, puntando di fatto insieme al Ministro della Mobilitร sostenibile sulla quantitร piuttosto che sulla qualitร degli investimenti, non รจ riuscita a portare a casa nemmeno il famoso 40% (Svimez).
Senonchรฉ il governo attuale, nelle dichiarazioni del nuovo Ministro per le infrastrutture Matteo Salvini, ha rimesso sul tavolo degli impegni il Ponte sullo Stretto: si deve fare, partiranno presto i lavori, i 50 milioni a FS serviranno non piรน a uno studio di fattibilitร ma allโaggiornamento dellโattuale progetto esecutivo e la Societร Stretto di Messina รจ stata riattivata. Poco sappiamo di quella revisione di alcuni aspetti del PNRR rivendicati opportunamente dalla presidente Meloni, e ora nelle responsabilitร negoziali soprattutto del nuovo Ministro per il Sud Raffaele Fitto. Potrebbe essere un nuovo episodio di una commedia โitalianissimaโ e dai molti aspetti surreali.
Senonchรฉ lo scenario attuale, di ridefinizione degli assetti globali, di transizione energetica ed ecologica, impone luciditร di visione, scelte coerenti e trasparenti: non cโรจ piรน tempo.
Incombe anche il rischio che ad avvantaggiarsi maggiormente della revisione delle reti TEN-T, recentemente proposta dalla Commissione Europea per effetto della guerra ucraina sia lโEuropa centro-orientale con in testa la Polonia, facendo perdere peso ai vecchi assi Est-Ovest e Nord Sud a favore del Nuovo Corridoio Baltico-Nero-Egeo (Maronta) (R. Calligaro, Se il Trimarium emargina lโItalia, Limes, La polonia imperiale, 1/2, 2023).
Con questa consapevolezza, a costo di apparire velleitari, abbiamo deciso di far seguire ai precedenti Quaderni sul tema della mobilitร e della logistica con analisi e proposte indispensabili a rendere effettiva la missione meridionalista- europeista del PNRR (in particolare โalta velocitร ferroviaria veraโ fino alla Sicilia, Southern Range portuale e logistico, sistemi aeroportuali) un nuovo Quaderno sul Ponte sullo Stretto di Messina, lโinfrastruttura meno puntuale di tutto il sistema di connessioni e di relazioni, ma spesso erroneamente considerata nella sua singolaritร . Eโ la meno puntuale per tutto lo spazio economico-sociale, culturale e di cittadinanza che puรฒ includere ed espandere, e forse per questo รจ stata finora la piรน contrastata. I contributi contenuti questo Quaderno lo dimostrano con nuove analisi, ricerche originali e ulteriori proposte, alle quali rinvio per la particolarmente elevata competenza degli autori.
A cominciare dalla centralitร del Mediterraneo nella nuova geografia degli approvvigionamenti energetici, nelle dinamiche delle relazioni necessarie con i paesi della sponda Sud per il benessere e la sicurezza nazionali, come snodo fondamentale dellโInternet globale, come opportunitร mentre la โri-regionalizzazioneโ delle filiere produttive globali richiede lโinfrastrutturazione di corridoi intermodali rapidi; temi qui analiticamente qui trattati da Maronta con la preziosa esperienza della rivista LIMES. Nei contributi di Giannola, Russo-Musolino, Nuzzolo-Rindone e Spirito, che hanno da tempo assunto la intelligenza del Mediterraneo di oggi come ineludibile direzione e scelta per il futuro del Sud, dellโItalia e dellโEuropa intera, sono rinnovate e implementate le proposte di aggiustamento del PNRR e delle politiche ordinarie nazionali e d europee riguardanti la mobilitร intermodale e la continuitร territoriale tra la Sicilia e la Calabria. Giannola ricorda ai programmatori oggi, PNRR incluso, piuttosto addetti alla manutenzione dellโesistente che alla costruzione di futuro, la spinta propulsiva del metodo indicato da Albert Hirschman per le politiche di sviluppo nei decenni seguiti alla seconda guerra mondiale: โafferrare il bandolo per dipanare la matassaโ. In un paese integrato dalla logistica, dallโintermodalitร , dai corridoi TEN-T, il Sud deve semplicemente tornare al suo ruolo fondamentale di agente di sistema; lo Stato deve essere regista e non arbitro di un piano per la transizione energetica e del lavoro; lโItalia deve risvegliarsi dal sonno trentennale e sfruttare la rendita posizionale nel โquasi Oceanoโ con una strategia di innovazione insieme logistica e intermodale, con un progetto pubblico-privato che ristrutturi la catena innovativa portuale, logistica e produttiva europea in un Mediterraneo anchโesso da trasformare. In piena sintonia con Giannola, Spirito evidenzia la mancanza di visione integrata e di sistema nella realizzazione delle reti di trasporto in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno, in ogni modalitร trasportistica, dalla rete ferroviaria ai porti; il che ha contribuito a far apparire finora a molti cittadini del Sud, soprattutto siciliani e calabresi, il Ponte sullo Stretto come unโopera isolata e velleitaria in un contesto del tutto contraddittorio di sconvolgente inadeguatezza dei collegamenti essenziali, particolarmente grave per quelli ferroviari.
Francesco Russo, lโingegnere trasportista che con piรน autorevolezza e convinzione anche in questa sede (Fondazione PER, Quaderno 1,2021 e 2,2022) ha sostenuto per il PNRR la realizzazione dellโAlta velocitร LARGE per raggiungere Reggio da Roma in 3 ore e Palermo in 4,30 (considerando il collegamento stabile nello Stretto), in questo contributo con Giuseppe Musolino, indica un altro obiettivo di sistema dai potenziali fenomenali effetti. Guardando alle esperienze internazionali dei porti di quarta generazione, i Porti cooperativi, in genere composti da due porti, e specificamente al Copenaghen-Malmo Port, il primo porto binazionale in Europa, al sistema cooperativo Los Angeles-Long Beach adiacenti nella stessa baia, e al sistema Ningbo-Zoushan fra porti di una stessa provincia evidenziano per i porti italiani, pur importanti nel passaggio di merci in entrata e in uscita, una lunga storia di provincialismo che non ha finora permesso di usufruire del vantaggio geofisico di trovarsi nel Mediterraneo. Al quesito: โItalia รจ in grado di avere un sistema portuale in grado di competere con il Nothern Range e in che misura vi puรฒ contribuire lโattraversamento stabileโ? trovano risposta nella costruzione di un Porto cooperativo Augusta-Gioia Tauro, di cui elencano i potenziali formidabili vantaggi. Ne viene perciรฒ sollecitata lโanalisi completa degli impatti mediante uno studio di fattibilitร che metta a confronto i risultati ottenuti con o senza collegamento stabile, proprio al fine di non perdere una straordinaria occasione.
A Nuzzolo (giร Advisor nel 2000 per la valutazione dellโimpatto trasportistico del Ponte di Messina) e Rindone dobbiamo un inedito contributo sulla accessibilitร dei comuni della Sicilia e della Calabria in relazione agli obiettivi dellโAgenda 2030 definita dalle Nazioni Unite. Giร risultano importanti gli effetti del potenziamento delle reti ferroviarie sullโaccessibilitร giornaliera e pendolare, anche in termini di superamento dellโesclusione sociale e di equitร ; considerando lโattraversamento stabile questi risultano ulteriormente potenziati, specialmente in Calabria. Il miglioramento dellโaccessibilitร giornaliera e pendolare amplia il mercato del lavoro e lโoccupazione, mostrandone lโimportante funzione nel rafforzamento delle aree piรน deboli.
Non poteva mancare anche qui il richiamo di Lucia Trigilia ai rilevantissimi riferimenti storico-culturali proposti da Messina cittร dello Stretto. Nello scenario del suo โTeatro marittimoโ, Trigilia rintraccia i richiami raffinatissimi che hanno fatto conoscere nei secoli al mondo le bellezze e le fortune di una cittร assorta a mito; dalle rappresentazioni iconografiche di Antonello da Messina ai grandi pittori viaggiatori del Settecento; o che, dopo la cattiva sorte del catastrofico terremoto del 1908 e decenni di marginalizzazione, hanno attratto alcuni tra i piรน grandi architetti e urbanisti per costruire un nuovo โTeatro marittimoโ con il Ponte intorno a cui fondare โla metropoli futura dello Strettoโ (Samonร 1969); o, piรน recentemente, costruire un Ground Zero come a New York (Libenskind 2011): per fondare la capitale europea del Mediterraneo, e giร immaginarvi un MAXI-Med museale.

LEANDRA D’ANTONE
Professore Senior di Storia Contemporanea allโUniversitร di Roma La Sapienza. Tra le pubblicazioni: “Senza pedaggio. Storia dellโautostrada Salerno-Reggio Calabria”, Donzelli 2008, “Da Ente transitorio a Ente permanente e Lโarchitettura di Beneduce e Menichella”, in “Storia dellโIri”, vol 1, Laterza 2012; “Due, molte una sola Italia”, in “Lโapprodo mancato”, a cura di F.Amatori, Annale Feltrinelli 2016; “La via siciliana al credito speciale. La Sezione di credito industriale” (con M.Alberti), in “Storia del Banco di Sicilia”, a cura di F.Asso, Donzelli 2017. Eโ autrice della voce “Pasquale Saraceno” per il “Dizionario Biografico degli italiani”, Treccani.
Fonte: Progresso Europa Riforme
